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Beghelli lancia il fotovoltaico a concentrazione domestico PDF Stampa E-mail
Beghelli ha presentato un prototipo di pannello solare a concentrazione dalle caratteristiche innovative: le celle sono a tripla giunzione a base di gallio, germanio e indio e occupano ciascuna un quadratino di 3 millimetri contro i 110 mm di quelle a silicio cristallino. Ogni modulo fotovoltaico di questo genere promette una potenza di 150 watt racchiusa in meno di un metro quadro con un peso inferiore ai 30 Kg.

“È il futuro dell'energia solare, destinata ad alimentare tutti i bisogni energetici del nostro pianeta” annuncia il premio Nobel per la fisica Zhores Alferov, inventore della tecnologia che sta alla base di questi sistemi. Beghelli ha presentato il prototipo già realizzato e ha annunciato di voler commercializzare i nuovi pannelli fotovoltaici elettronici ad alta concentrazione entro fine anno, ingaggiando un testa a testa con le più avanzate industrie mondiali del settore. “Il lancio ufficiale - anticipa il presidente Gianpietro Beghelli - avverrà con la riconversione all'energia solare di un ospedale a Cuba e con una iniziativa di assistenza in Africa che donerà energia ad una missione dei salesiani”.
Tutto nasce dalle idee sfornate da Alferov alla fine degli anni '50, sperimentate con i satelliti russi Sputnik. Lo scienziato ha spiegato che “i grandi passi avanti nella microelettronica hanno permesso il miglioramento dei parametri di produzione delle celle solari che, già applicati all'ingegneria aerospaziale, possono avere un effettivo impiego anche in ambito terrestre”. Alferof delinea anche nuovi orizzonti: “le celle solari di nuovo tipo consentono di superare la soglia del 38% di efficienza, con l'obiettivo di raggiungere il 55% nell'immediato futuro”.
Beghelli promette potenza e convenienza, anche se per ora non esistono confronti di prezzo con i pannelli già esistenti. Secondo i protagonisti però, in ogni caso “con gli attuali incentivi del conto energia un impianto può essere largamente ripagato in meno di dieci anni con almeno venti anni di vita operativa”.

Fonte: Ecosportello.org

 
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