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La biomassa utilizzabile ai fini energetici
consiste in tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati
direttamente come combustibili o trasformati in combustibili liquidi o
gassosi, negli impianti di conversione, per un più comodo e vasto
utilizzo. Il termine biomassa riunisce materiali di natura eterogenea,
dai residui forestali agli scarti dell'industria di trasformazione del
legno o delle aziende zootecniche. In generale si possono definire
biomasse tutti i materiali di origine organica provenienti da reazioni
fotosintetiche (il processo che permette alle piante di convertire
l'anidride carbonica in materia organica sfruttando l’energia solare).
In Italia le biomasse coprono circa il 2,5% del fabbisogno energetico,
con un apporto di anidride carbonica in atmosfera che può essere
considerato virtualmente nullo poiché la quantità di CO2 rilasciata
durante la combustione è equivalente a quella assorbita dalla pianta
durante il suo accrescimento. Perché questo processo sia effettivamente
considerabile neutro in termini di produzione di gas serra, deve essere
mantenuta la ciclicità del processo riproducendo sempre la biomassa
utilizzata. Le biomasse possono essere utilizzate in impianti di
produzione termica di dimensioni diverse, dimensioni strettamente
legate alle caratteristiche del territorio e alla reperibilità del
suddetto combustibile in zone limitrofe.
Per altre informazioni consulta il pieghevole dello Sportello
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