| Energia, centrale termoelettrica di Porto Tolle |
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Rovigo, lì 10 febbraio 2012 Comunicato stampa
Energia, centrale termoelettrica di Porto Tolle
Greenpeace,
Legambiente e WWF esprimono apprezzamento per il lavoro della magistratura
riguardo al rinvio a giudizio disposto dal GUP di Rovigo per gli amministratori
Enel e gli ex direttori della centrale termoelettrica a olio combustibile di
Porto Tolle.
Le
tre associazioni, costituitesi parte civile nel procedimento, dichiarano
congiuntamente: "Secondo l’accusa la centrale Enel di Porto Tolle è stata
gestita in modo illegale con conseguenze ambientali e sanitarie gravi ed è per
questo che ci appare invece sconsiderata la volontà di riattivare questa
centrale altamente inquinante per fronteggiare l'emergenza energetica di questi
giorni. La gestione miope e conservativa della risorse energetiche di cui il
Paese dispone e che importa non può determinare la riattivazione di un impianto
estremamente dannoso, sul quale sono in corso procedimenti penali della massima
gravità".
Greenpeace,
Legambiente e WWF ricordano inoltre come quella centrale sia oggi al centro di
un progetto di conversione a carbone, già bocciato dal Consiglio di Stato, per
favorire espressamente il quale si sono cambiate leggi nazionali e regionali.
La centrale che Enel intende realizzare emetterebbe in un solo anno 10 milioni
di tonnellate di CO2 (4 volte le emissioni di Milano), 2800 tonnellate di
ossidi di azoto (come 3.5 milioni di nuove auto), 3700 tonnellate di ossidi di
zolfo (più di tutti i veicoli circolanti in Italia), richiedendo lo smaltimento
di milioni di tonnellate di gessi e altre sostanze residue.
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